Il sogno spezzato di un parco che non c’è più
A Colli Aniene il parco “della buca” era nato come promessa di rinascita. Una riqualificazione attesa per anni, un luogo che finalmente univa famiglie, bambini, ragazzi con la musica portata da casa e le gradinate come teatro improvvisato. Per un attimo sembrò che il quartiere avesse il suo cuore pulsante.
Poi, il silenzio dell’abbandono. Il ponte pedonale, chiuso per inagibilità pochi anni dopo, molto prima della tragedia dell’albero caduto. E quell’albero, precipitato davanti agli occhi dei residenti, ha tolto la vita a una donna. “Ora il parco è sotto sequestro, servirà a stabilire chi avrebbe dovuto controllare prima che fosse troppo tardi”, dicono gli abitanti. Ma nel quartiere aleggia il sospetto che la colpa non la pagherà nessuno.
Oggi restano solo segni di incuria: immondizia, foglie, deiezioni canine nella fascia verde di viale Sacco e Vanzetti, dove è quasi impossibile camminare. La promessa di allora è diventata un paesaggio che respinge, non che accoglie.
Eppure basterebbe poco. “Nelle periferie serve costanza, non un’opera spot: senza manutenzione è come mettere la polvere sotto il tappeto. Quanto può durare?” si chiedono i residenti.
Il confronto con altre zone della città è inevitabile. Tor Vergata ha conosciuto una riqualificazione grandiosa, ma Colli Aniene si interroga: perché concentrare risorse solo dove ci sono eventi mediatici o riflettori accesi? Perché non distribuire anche una piccola quota, costante, alle periferie silenziose, quelle che vivono il quotidiano senza clamore?
“Da due, tre anni la criminalità è arrivata anche qui. Prima non c’era. È il frutto del disinteresse”, denunciano i cittadini. E rivolgendosi al sindaco Roberto Gualtieri concludono: “Grazie per il mercato, ma non basta. Colli Aniene non chiede l’impossibile: chiede di non essere dimenticata, prima che l’abbandono diventi destino”.